Turangalila, Messiaen. Buratto, Lartigau, Pascal, Sinfonica di Milano

Turangalila di Olivier Messiaen, Maxime Pascal - Teatro alla Scala 2023
https://sinfonicadimilano.org/it/eventi/2022-23/turangal-la/931

Messiaen, con la Turangalila, costruisce un ponte musicale che unisce le sponde francesi dei Debussy, Dukas, Milhaud e, aggiungiamo noi, Scriabin con la scuola di Darmstadt dei Boulez e Stockhausen.

Il fiume che scorre sotto il ponte è Stravinsky, soprattutto quello del Sacre e di Petroushka, che imbeve le due rive. E’ un ponte luminoso, un ponte arcobaleno, quasi raggiante quanto quello evocato da Donner nel finale del Rheingold, che conduce a un Walhalla estatico, come estatiche sono certe indicazioni di Messiaen in partitura, che sembrano tratte direttamente da quelle utilizzate da Scriabin nelle sue sonate o nel Prometheus (“de plus en plus passionèe et joieux”, oppure “dans un délire de passion et de joie”, oppure “avec feu, avec rage”). Ma questa estasi è profondamente, strutturalmente controllata in una rigidissima impalcatura matematica di temi, mai sviluppati e sempre ripetuti, e, soprattutto, ritmi, questi ultimi tratti dall’India e sottoposti a elaborazione seriale. Questi due fuochi, l’estaticità e il rigore assoluto, sono i centri generativi della Turangalila e tutti gli interpreti che la affrontano ne prediligono o uno o l’altro.

Maxime Pascal genera la Turangalila dal fuoco strutturalista. La lucente chiarezza dell’articolazione musicale è sgranata con vividezza in barbagli di pietre dure, i processi di accumulo di tensione sono controllati con rigore ed esattezza, i ritmi sono implacabili schegge di metallo incandescente che non fanno in tempo a sfiammarsi, perchè sempre rinnovati. Perfetto il connubio con Luca Buratto, che col suo pianismo luminoso temprato come cristallo integra come meglio non potrebbe la visione del direttore.

Le onde di Cécile Lartigau sono, oggigiorno, il riferimento per ogni esecuzione del capolavoro di Messiaen: precisissima nelle altezze, sonora, vibrante.

Orchestra in forma per un pezzo di difficilissima esecuzione e, se pensiamo che solo una settimana fa era impegnata in un’altra forma complessa come la Sinfonia di Korngold, il tutto pare incredibile.

Successo vivissimo e un bis.


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