Robert Trevino con la Sinfonica di Milano | Auditorium 2023
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Dopo un concerto sensazionale come quello di stasera di Robert Trevino, dobbiamo ricordare come questo direttore abbia negli ultimi anni licenziato discograficamente l’integrale delle sinfonie di Beethoven più interessante da almeno un decennio e degna di stare accanto alle massime nonchè un’integrale della musica di sinfonica di Ravel di assoluto riferimento, diremmo idiomatica. D’altronde l’accompagnamento alla Shèherazade nella prima parte del concerto era esemplare per chiarezza dell’ordito, filigranato in una sprezzatura classica perfettamente equilibrata tra intelletto e emozione che è la cifra stilistica del compositore francese.

Caratteristica principale di Trevino è la semplicità con cui ottiene il risultato musicale, la naturalezza che nel porgimento della frase si fa immediatezza di comunicazione. L’avevamo appena ascoltato nella Quinta di Mahler con i complessi RAI, ora si è ripetuto con questa Fantastica che stava tutta nella partitura. Il classicismo della prima parte, mobilissimo, virtuoso nei piccoli e preziosi dettagli di fraseggio, con frasi asciutte ed espressive si contrapponeva all’esondazione stilistica del “supplizio” e del “sabba”, dove Berlioz letteralmente immette una orchestra totalmente diversa dai primi tre tempi e qui Trevino precipitava negli abissi sonori, nell’inferno delle percussioni con selvaggio rigore e demonico assalto.

Orchestra in stato di grazia in tutte le sezioni. Trionfo, ma auditorium stranamente con diversi vuoti.


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