Esecuzione di eccezione.
Mehta imbeve il classicismo haydiniano sublimandolo in un’idealizzata arcadia di stupefatta bellezza. Morbidezza unita ad un temperato cromatismo fanno pensare a certi colori raffaelliti. Il rischio è l’astrazione accademica. Non abbiamo colto, ad esempio, nulla nella poetica di Haydn così come interpretata da Mehta, di diverso rispetto, a Mozart, e forse per il maestro indiano “classicismo viennese” significa completa adesione ad uno stile con poche differenziazioni tra autori diversi.
Restano la perfezione realizzativa, la coerenza interpretativa, la classe, il sublime gusto.
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