Filarmonica della Scala (sinfonica) Direttore Alan Gilbert – Musiche di Beethoven e Bartók

Dal 15 al 18 Settembre 2015

Innanzitutto è da segnalare la rimarchevole prova dell’Orchestra Filarmonica della Scala che, quando vuole, sa essere una compagine che non ha nulla da invidiare ad altre. Merito di Gilbert, probabilmente, ma anche dei professori d’orchestra, che hanno dimostrato la loro perizia tecnica anche in settori delicati, come gli ottoni.

L’americano Alan Gilbert ha dato un’interpretazione diretta, senza fronzoli, musicalissima, flessibile, di eccellente fattura della Pastorale di Beethoven. Uomo che lascia parlare la musica invece di rimuginare chissà quali misteriosi significati ha un approccio alla partitura diretto, immediato, non sanguigno ma anche del tutto privo di sbracature e volgarità. È energicamente efficace, comunicativo e senza eccessi di calore e sentimentalismo. Eppur spontaneo, sorgivo, limpido. Come il suo gesto, senza bacchetta, sempre ampio ed elegante.

Allo stesso modo il “Barbablù” è volato in un’esecuzione di impatto marcatamente teatrale dove prima di tutto veniva raccontata una storia e non una fumisteria simbolista in un arco tensivo ininterrotto dall’inizio alla fine.

Insieme ai due concerti di Salonen (quello contenente Ma mère l’Oye e Uccello di Fuoco e l’altro con il “Titano” di Mahler) e i due ultimi di Barenboim (la Quinta di Ciaikovski e la Nona di Mahler) si tratta in ogni caso della massima prestazione orchestrale della Filarmonica degli ultimi dieci anni.

Bisognerà tenere conto di questo, in vista di ulteriori, imprescindibili inviti al maestro Alan Gilbert.


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