Dal 5 al 10 Novembre 2015
Concerto eccezionale dove l’idea interpretativa del direttore è stata esattamente realizzata dall’orchestra, cosa che capita raramente. Si potrà preferire un Mozart più leggero, fra borotalchi e crinoline, o spensierato, ma abbiamo apprezzato la densità cameristica di questa sinfonia giovanile già collocata nel mondo olimpico e “alto” della “Jupiter”. Giusto? Sbagliato? Nella realizzazione, splendida ed esatta dell’idea sta la risposta e, personalmente, l’abbiamo apprezzata ed ammirata tantissimo.
Per quanto riguarda l’enorme realizzazione della Decima di Shostakovich, Gatti si è gettato a capofitto nelle scure densità dei passaggi più cupi e desolanti (soprattutto il I tempo e l’introduzione al IV) conferendo al capolavoro un connotato insolitamente monumentale.
I “cieli” attualmente attraversati dall’arte musicale di Daniele Gatti sono oggigiorno riservati solo a lui e pochissimi altri.
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