Il concerto dell’English Baroque Solists e del Monteverdi Choir diretti e concertati da Christophe Rousset sono stati un balsamo di raffinatezza, eleganza, cura dei dettagli e affettuosità nel porgere.
La componente analitica della concertazione ha prevalso su quella drammatica, in linea con la musicalità cartesiana, ma affatto algida, del maestro francese, che fu allievo dell’indimenticato Leonhardt. Non scordiamo che per Rousset il Barocco e il primo Settecento sono primariamente astrazione e edificazione, dove non vi è una cesura radicale tra la dimensione sacra e profana (resa nel programma addirittura plastica nella scelta di incorniciare la Messa di Charpentier dai suoi “Noels” di origine popolare e trascritti, che ne ha reso evidente la derivazione tematica).
Caldo successo per tutti.
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