La recita di ieri si è conclusa con grandi applausi e taluni urletti all’americana per il poetico e raffinato protagonista.
La direzione di Alain Altinoglu ha privilegiato la “clartè” della scrittura e una svelta asciuttezza drammatica , funzionali alla messinscena di Loy (interno borghese e rapporti familiari). Presenza intensa e di gran carattere la Charlotte di Victoria Karracheva.
Del tutto assente la Natura e il rapporto di Werther con essa, sia in scena che in orchestra, non nella scrittura di Massenet.
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