Tragedia in un atto, Libretto di Hugo von Hofmannsthal
Con ogni probabilità il più grande spettacolo alla Scala degli ultimi dieci anni, ma crediamo di non sbagliare se lo poniamo nella nostra personale “carriera” di spettatori al primo posto.
Sicuramente primo per direzione ed integrazione con cast e regia. Non vi è nulla da aggiungere a quanto già abbondantemente detto, scritto e letto ovunque. Per quanto ci riguarda il “thrilling” che avevamo evidenziato nel “Titano” è ribadito e ripetuto qua.
Una parola per descrivere la direzione di Esa-Pekka Salonen, “il Sommo”, è tensione spasmodica.
Abbiamo visto persone che di solito se ne stanno tranquillamente composte ad applaudire convenzionalmente ad ogni spettacolo, urlare “bravo” decine e decine di volte durante le innumerevoli uscite di gruppo e singole alla fine.
Persone molto più brave di noi a descrivere “cose musicali” ci dicevano, dopo la prima, telefonicamente, che Elektra “è un thriller” e che Salonen la racconta come tale. Io credo che la cosa stia leggermente in diversi termini, ovvero che è Salonen, con la sua energia, a generare “thrilling” qualunque cosa egli diriga.
Michelangelo Zurletti, nel suo famoso libro sulla Direzione d’Orchestra, identificava direttori (due) che possedevano la caratteristica della “possessione” quando dirigevano: “Duende”, era questo spirito demoniaco.
Se loro avevano il “Duende”, Salonen ha un “Ciclotrone”.
Chiudiamo questo commento con una citazione di Esa-Pekka Salonen, Il Sommo, tratta da una sua intervista per la BBC:
“Dirigere può essere un lavoro molto duro. Se qualcuno non allenato tenta di alzarsi e tenere le braccia sopra le sue spalle per due ore penso che, nella maggioranza dei casi, potrebbe svenire. Dopo i concerti si mangia fuori e si fa tardi ed è facile indulgere nelle abitudini.
Cerco di rimanere in forma correndo. L’ esercizio fisico per me è un’esperienza mentale, è il mio tempo. A volte, dopo una settimana o due, si può sentire come se si avesse completamente esaurito ogni capacità sociale. A questo punto stare completamente soli fa bene per ricaricarsi. Ci vuole un sacco di energia per mantenere un grande gruppo di persone concentrate.”
Sì, ci vuole anche un sacco d’energia per ricevere questa tua energia, nostro amato Esa-Pekka!
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