Die Fledermaus (Il Pipistrello), Johann Strauss – Prima rappresentazione al Teatro alla Scala

Il Pippistrello - Teatro alla Scala 2018
https://theblogartpost.it/2018/01/24/diefledermaus/

Dal 19 Gennaio all’11 Febbraio 2018

Ferocissimi e cattivissimi i commenti su questo Pipistrello in prima rappresentazione assoluta alla Scala dopo quasi centocinquant’anni (sempre fra i primi, questo teatrone). Devo dire però un po’ ingiustificati.

Certamente non stiamo parlando di una versione di riferimento; partendo dalla bacchetta, Cornelius Meister non vale Kirill Petrenko e Manfred Honeck, e nemmeno Zubin Metha. Dalla sua ha una certa predisposizione all’ordine, al gusto, alla sobria eleganza. Tende però a condurre il tutto un po’ anodicamente e l’elettricità vaporosa e spumeggiante non sa dove stia di casa o, per lo meno, a realizzarla con l’orchestra del teatro, esatta sì, ma un po’ legata. La sua navigazione procede sicura, senza alcuna infamia, ma neppure soverchia lode; eppure in porto ci arriva. I cantanti, stranamente, appaiono appena accettabili, si dice per colpa di malesseri e influenza. La Mei non appare in parte, priva di sensualità e di brio e afona nelle zone gravi della Czardas (ad esempio); Daniela Felly, pur avendo un background nella parte di Adele pluriennale in giro per il mondo, appare molto leggera con qualche problema nelle agilità, anche se pare non fosse in condizione. Peter Sonne tenoreggia una parte solitamente baritonale con spirito più mozartiano che straussiano, mentre il migliore resta Werba, anche se a sua volta appare più seriosamente operistico dell’auspicabile. Tra direzione e cast, insomma, si inneggia allo champagne, ma le bollicine sono svaporate.

La regia e la messa in scena sono gradevoli in un’ambientazione che pare altoatesina (nel programma di casa viene dichiarato essere invece un paese austriaco) e che giustificherebbe in tal modo l’alternanza, anche nella stessa frase, tra italiano e tedesco, capacità propria delle popolazioni bilingue. A volte qualche pesantezza da “vaudeville” non è tale da comprometterne la riuscita e la recitazione è curata.

Avremmo desiderato complessivamente molto di più per questa “prima assoluta”, ma ci siamo gradevolmente accontentati.

Dimenticavamo Paolo Rossi: non eccede, non sbraca, è fedele al suo testo.
Si sorride ad un paio di battute.
Pensavamo peggio.


Scopri di più da Commenti Musicali

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Interessante? Condividilo con qualcuno!

Condividi il tuo commento: