Attila, Giuseppe Verdi – Teatro alla Scala

Attila - Giuseppe Verdi - Teatro alla Scala 2018
https://theblogartpost.it/2018/12/06/attila/

Ero indeciso se scrivere lungamente di questi Attila oppure brevemente. Opto per la seconda opzione, non perché l’interpretazione non meriti un discorso articolato, ma esclusivamente per motivi di tempo.

Parto, naturalmente, da Chailly che confeziona un Attila eseguito in maniera esemplare, con equilibri Orchestra/palcoscenico perfetti. Tuttavia il peso sonoro, l’ampiezza retorica della frase musicale, l’assenza del “fuoco” intimamente connaturato a Verdi e la smaccata propensione ad un’oratoria altisonante e pomposa a nocumento del ritmo e dell’effusività a mio parere snaturano l’opera, per il semplice e banale fatto che Attila non è Simon Boccanegra e nemmeno Don Carlos.

Il Papà non è il Grande Inquisitore ed il protagonista non è Filippo II. Che Chailly voglia suggerirci una futura parentela dei personaggi è qualcosa che afferisce più una sua speculazione che la realtà delle cose e interessa molto relativamente. L’operazione pare ambiziosa e anche vana, seppur realizzata con acribia, indubbia scienza e massima riuscita artistica.

Per me l’Attila idiomatico resta quello reperibile su YouTube di Modena con la direzione di Will Humburg: fuoco, pathos, impeto verdiano hic et nunc AD 1846.

Nella recita di ieri sera tutti i cantanti sono stati eccezionali chiudendo in souplesse le recite, mentre lo spettacolo si conferma il capolavoro intuito dalle riprese televisive, prima autentica “grande regia di Sant’Ambrogio” dell’era Pereira/Chailly.


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