Arturo Toscanini e la sua leggendaria tournée

Toscanini e la straordinaria nascita dell'Orchestra della Scala-Libreria Musicale Italiana

Mauro Balestrazzi-La tournée del secolo-Toscanini e la straordinaria nascita dell’Orchestra della Scala-Libreria Musicale Italiana-pagg. 354-2020

Il libro che qui presentiamo ha caratteristiche di unicità, perchè è il primo a prendere in esame un preciso periodo temporale nella vita del grande musicista parmigiano analizzando e non di rado portando a luce nuova tanti aspetti non conosciuti del momento in cui il Teatro alla Scala sorse come ente autonomo con i propri complessi orchestrali stabili.

Balestrazzi racconta con stile piano e accattivante la formazione e la nascita dell’orchestra, il suo battesimo e, soprattutto, la gigantesca tournée di presentazione che durò da ottobre 1920 a giugno 1921 tra Italia, Europa e USA.

Oggigiorno ipotizzare, anche solo con il pensiero, un’orchestra di cento professori in viaggio itinerante per otto mesi apparirebbe una follia, quando al massimo siamo abituati a tournée che nei casi più eclatanti non raggiungono nemmeno le quattro settimane. Eppure fu fatto, e i concerti furono in larga misura a cadenza quotidiana, intervallati ogni tanto da qualche giorno di riposo saltuario per permettere gli spostamenti che avvenivano soprattutto in treno.

Il grande lavoro di Balestrazzi è stato non solo di mettere ordine in eventi e programmi, ma di compiere un’autentica ricerca storica sulle critiche dell’epoca ad opera dei giornalisti musicali su quotidiani e riviste sia italiani che stranieri, dando ampi resoconti nelle citazioni delle pagine del libro, che diventa anche una storia delle ricezione critica italiana in ambito musicale.

Scopriamo così, ad esempio, dell’esistenza di un giovane Augusto Guzzo, per quarant’anni professore di Filosofia a Torino e Pisa, che nel 1920 ha 26 anni e assiste da appassionato a uno dei primi concerti della tournée a Napoli ricavandone una non buona impressione che pubblica su una rivista musicale alla quale collabora (“voce fuori dal coro” la definisce nel capitolo III Balestrazzi “con sottile piacere perchè finalmente si può registrare una voce fuori dal coro della glorificazione”).

E questo, secondo noi, è il pregio maggiore di questo libro: non indulgere nella venerazione del monumento-Toscanini, ma portare al lettore intatta la sua grandezza, perfettamente in grado di reggere le perplessità motivate di un giovane appassionato dell’epoca o di qualche critico non soddisfatto.

E’ il ritratto storico di un momento glorioso della storia non solo teatrale del nostro paese che, a nostro avviso, non può mancare in qualsiasi biblioteca.


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